"Abbiamo paura di perdere consenso. E io dunque propongo: perdiamolo. Cosa ci guadagniamo a mantenerlo? Quanto ci costa in sofferenza e finzione mantenere l'approvazione degli altri? E quanto vale il consenso, se ci obbliga a fingere di essere chi non siamo?" (Lorella Zanardo, "Il corpo delle donne")

mercoledì 12 ottobre 2011

15 ottobre

Leggo su Femminismo a Sud la segnalazione di Fabio Faggi sul video per la manifestazione del 15 ottobre.
Condivido pienamente le loro analisi: dove sono le donne? Insieme a loro mi chiedo "si può essere rivoluzionari, eppure così sessisti ed arretrati?".

Ed è fin comico che, pur essendo "l'Italia" che parla, la voce narrante sia maschile.

Ma non solo: a nessuno dà fastidio il tono supponente del discorso? La voce narrante si pone come qualcuno che ha capito tutto, che sa tutto, e che svela la verità ad un italiano in fondo inconcludente e credulone; utilizza parole scurrili per apparire più sicuro, dare certezza alle proprie affermazioni, e darsi anche un'aria più informale e simpatica.

Aggiungo allora: una rivoluzione può essere esente da dubbi?

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