"Abbiamo paura di perdere consenso. E io dunque propongo: perdiamolo. Cosa ci guadagniamo a mantenerlo? Quanto ci costa in sofferenza e finzione mantenere l'approvazione degli altri? E quanto vale il consenso, se ci obbliga a fingere di essere chi non siamo?" (Lorella Zanardo, "Il corpo delle donne")

domenica 2 ottobre 2011

Intro.

Parlavo con degli amici; mi lamentavo con loro, per l'ennesima volta, di quanto fosse pesante per le donne dover gestire quotidianamente il condizionamento estetico.
Pur soddisfatta di me stessa, pur contenta di ciò che sono e ciò che ho fatto, mi sento sempre terribilmente inadeguata e fuori posto perché non aderisco al modello di donna proposto dalla pubblicità, dalla televisione, dai giornali femminili. Peggio ancora, pur piacendomi fisicamente, non mi piaccio perché in realtà non sono come mi si dice di essere: dubito del mio stesso gusto. Dubito di essere contenta di quello che sono.
Insomma, cose note, di cui, da un paio d'anni, molti blog (uno per tutti) parlano spesso, anche se ignorati dai media.

I miei amici mi hanno suggerito di diventare impermeabile. Pragmatismo maschile, dirà qualcuno.
Per quanto sia un obiettivo difficile da raggiungere, diventare impermeabile di certo risolverebbe il disagio.
Ma non il problema. È come mettere una mascherina per non intossicarsi: funziona, ma non cambia la qualità dell'aria.

Non credo di essere la sola ad avvertire questo disagio.
Non ritengo che diventare impermeabile ad alcuni messaggi che sono a fondamento della società in cui si vive sia auspicabile.

Ho quindi risposto che la soluzione potrebbe anche essere la sensibilizzazione e l'educazione.

Già, l'educazione. Imporre un punto di vista è una prevaricazione, sostenere che un pensiero è sbagliato è presunzione, chiedere regole più rispettose potrebbe essere limitazione.
Sono troppo piena di dubbi per non chiedermi se il mio punto di vista sia giusto.

Le mie sensazioni però ci sono, condivise da altre persone. Io non voglio che siano imposti, ma proposti nuovi modelli. Meglio ancora, vorrei che non fosse necessario adeguarsi ad un modello.
Le mie riflessioni possono interessare qualcuno.
Le opinioni di altri interessano a me.

1 commento:

  1. "meglio ancora, vorrei che non fosse necessario adeguarsi ad un modello"
    sante parole.
    anch'io più che desensibilizzarsi credo al sensibilizzare i media che imp/pro-pongono modelli.

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