"Abbiamo paura di perdere consenso. E io dunque propongo: perdiamolo. Cosa ci guadagniamo a mantenerlo? Quanto ci costa in sofferenza e finzione mantenere l'approvazione degli altri? E quanto vale il consenso, se ci obbliga a fingere di essere chi non siamo?" (Lorella Zanardo, "Il corpo delle donne")

giovedì 1 dicembre 2011

L'alveare umano.

E va bene, anche io ci casco e mi metto a commentare l'"articolo" uscito su Libero ieri. Sotto il titolo decisamente lusinghiero di "Dibattito sulla natalità": le argomentazioni sono più adatte ad un discorso di osteria.

Dico che "ci casco" perché mi trovo abbastanza d'accordo con Loredana Lipperini: forse certe provocazioni, prive di intelligenza e incapaci di suscitare la minima riflessione, ma pur dannose, andrebbero ignorate.

Però trovo importante analizzare le conseguenze e le deduzioni che si possono ricavare dal pensiero dell'autore.

L'autore sostiene che le donne più scolarizzate fanno meno figli. Non si chiede se magari ciò è dovuto al fatto che la scolarizzazione porta anche ad una migliore conoscenza dei metodi contraccettivi, o non pensa che forse nelle vituperate società dove le donne sono più istruite e c'è meno natalità magari le donne hanno maggiore coscienza di sé - per rivendicare per esempio il diritto alla contraccezione - e maggiore riconoscimento - tale diritto quindi viene garantito.

No, l'implicazione è molto più semplice: le donne scolarizzate fanno meno figli...togliamo l'istruzione e ricominceranno a figliare.

Io non so cosa pensi quest'uomo sul diritto di ogni essere umano di realizzarsi, di seguire dei progetti per sé, di migliorarsi. Di certo però è un diritto che nega alle donne.
Una donna è una macchina da figli: il resto - la sua realizzazione, la sua felicità, o anche solo il diritto di fare delle esperienze e di sbagliare - non conta; se qualcosa ostacola questa naturale finalità, va rimosso.

Come donna sono amareggiata e preoccupata.

Fossi uomo, sarei incazzato. Secondo il giornalista, gli uomini, con la genitorialità non c'entrano nulla: sono ridotti ad un distributore di sperma che non viene nemmeno menzionato. La loro influenza sul tasso di natalità è considerata nulla. Il loro potere decisionale ignorato totalmente, forse perché a priori considerato inesistente.
Non si sa se gli uomini possono realizzarsi o no, se hanno una missione come le donne, o se sono mantenuti in vita soltanto come ingravidatori occasionali.

Ma che tristezza.

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