"Abbiamo paura di perdere consenso. E io dunque propongo: perdiamolo. Cosa ci guadagniamo a mantenerlo? Quanto ci costa in sofferenza e finzione mantenere l'approvazione degli altri? E quanto vale il consenso, se ci obbliga a fingere di essere chi non siamo?" (Lorella Zanardo, "Il corpo delle donne")

giovedì 30 agosto 2012

Punteggio


"Balotelli segna una tripletta in discoteca" Come svegliarsi la mattina e leggere una notizia che è un pugno allo stomaco. Non la notizia, inutile, frivola, indegna di comparire su di un quotidiano serio, seppure nella sua versione online: il linguaggio. Tutto un'ammiccamento, un'allegoria tra il conquistare tre ragazze e segnare tre punti, per non parlare di eventuali allusioni sessualmente un po' più esplicite. Questa volta veramente ho nausea.

lunedì 23 luglio 2012

Copertine.

L'Espresso dedica una copertina ai matrimoni di persone dello stesso sesso. Un paio di anni fa non avrei fatto caso al particolare seguente: perché non ci sono due bei maschioni in mutande che si baciano? L'immagine di copertina deve comunque essere provocante sessualmente; per uomini, chiaro.

mercoledì 4 luglio 2012

Sfilata matematica


In questo momento si stanno intrecciando i capelli a vicenda, creandosi pettinature sofisticate: sdraiate sui divani della hall dell'albergo che ospita il convegno, le ragazze russe chiacchierano e ridono. Devono stare lì, ben visibili, perché sono tra gli organizzatori e ci deve sempre essere qualcuno per accogliere i nuovi iscritti e donare loro la cartellina contenente i documenti utili per il convegno. Fino a ieri erano in fila dietro ad una scrivania, il nuovo arrivato era accolto da queste ragazze bellissime e sorridenti. Oggi non c'è più bisogno, il convegno finisce domani, e allora possono rilassarsi. Non sono delle hostess: sono studentesse di dottorato o ricercatrici in matematica. Credo che i loro colleghi maschi - anch'essi nel comitato organizzatore - stiano seguendo (o facendo) i seminari. Mie care ragazze, questa volta voi avrete ruoli di accoglienza, di assistenza, non scientifici. Alcune si cambiano d'abito anche durante la giornata, altre solo la sera, per cena. Non le ho mai viste due giorni di seguito vestite uguali. Non le ho mai viste vestite sportive, nemmeno: tacchi alti, gonne corte, sempre impeccabili. Forse devono avere anche un ruolo decorativo; sembra il ruolo imprescindibile della donna russa. Anche se è una ricercatrice di successo.

martedì 12 giugno 2012

Zanardo in Rai!


Copio da Lipperatura, che a sua volta ha ripreso da Marina Terragni.


Per come la conosco, so che sarebbe una specie di condanna a morte. Ma anche stamattina, così come ieri mattina -in una logica inaudita: donna sostiene donna- l’ho chiamata per pregarla di non tirarsi indietro, nel caso qualcuno glielo chiedesse, .

Lorella Zanardo nel cda Rai sarebbe una botta di vita -non per lei, lo so: per la Rai-, sarebbe la possibilità di un servizio pubblico ricondotto alla sua mission. Non c’è solo il lavoro fatto con “Il corpo delle donne” e quello per le scuole, “Nuovi occhi per la tv”. C’è anche la sua vita precedente di manager, competenza che non guasta.

Nelle scorse settimane “Articolo 21″ e “Moveon” hanno chiesto ai lettori di inviare i loro suggerimenti per nomine davvero indipendenti alla Rai, e Lorella ha raccolto migliaia di preferenze, a cui aggiungo la mia. Il Pd ribadisce che, contro la logica della lottizzazione, non proporrà “suoi” nomi per il Cda. Ottimo. Ciò non toglie che il Pd potrebbe, in una logica di ascolto e di attenzione, esprimere il suo favore attivo per questa candidatura, nata davvero -come si dice, con quell’orribile espressione- dal “basso”. Meglio, dal cuore dei cittadini che si muovono.

Prego anche Se non ora quando e le associazioni femminili, compresa la Fondazione Bellisario, di muoversi in questo senso, e rapidamente: si deciderà a ore. Potrebbe essere la prova generale di un “format” che a me piace molto: tutte che ci muoviamo per sostenere una. Non come una lobby, ma come molto di più, in una logica di patto di genere.

Sarebbe un grande guadagno per tutte.

Lorella alla Rai! Condividete.

#zanardoinrai: twittate!



Aggiungo: non sarebbe solo un patto di genere. Si tratta di una persona estremamente competente e valida, al di là del suo genere.

lunedì 28 maggio 2012

Simmetrie stupefacenti.


Pausa pranzo con colleghi. Ambiente colto, si parla di professori universitari, giovani e dinamici. Mi parlano di tale Loana, star del Grande Fratello francese, famosa soprattutto per aver avuto un rapporto sessuale con altro partecipante al programma, la prima sera nella "casa". La discussione verteva sulle condizioni di salute della donna (depressa). Tuttavia, l'episodio che l'ha resa famosa è stato raccontato abbastanza in dettaglio, con qualche commento che denotava stupore e un po' di disapprovazione; insomma, fare sesso la prima sera, davanti a milioni di telespettatori... Ho fatto notare che comunque è in ingiustificato che l'attenzione sia rivolta soltanto a Loana: in fondo anche il suo partner ha fatto sesso, la prima sera, con una sconosciuta, davanti alle telecamere. Mi sarei aspettata i soliti "per le donne è diverso, di solito la donna deve essere innamorata, la donna deve essere più pudica, l'uomo è cacciatore...". Invece ho notato lo stupore sincero: nessuno aveva notato la reciprocità dell'atto! Nessuno si era reso conto che quando una donna fa sesso con uno (semi)sconosciuto al primo appuntamento...be', c'è anche un uomo che fa sesso con una (semi)sconosciuta al primo appuntamento!

martedì 24 aprile 2012

Lecca-lecca per due


Se ci fosse solo la ragazza, questa foto sarebbe dichiaratamente allusiva. Il fatto che ci sia anche il ragazzo la rende meno evocativa? Trovo l'immagine molto pungente: da una parte gioca con uno stereotipo, ma immediatamente lo nega, fondendo insieme una scena provocante ad una scena che dovrebbe generare ribrezzo. E se a tutte le donne nude delle pubblicità affiancassimo uomini nudi ammiccanti? Certo, sarebbe un gioco al ribasso del buon gusto, ma forse sarebbe l'unico modo per far capire a coloro che non vogliono capire perché combattiamo per difendere il corpo delle donne.

venerdì 30 marzo 2012

A sua insaputa

Povero Strauss-Kahn! Non sapeva che si trattava di prostitute.
Che colpo, lui che pensava che ragazze giovani e belle andassero con lui perché affascinate dal suo carisma e dalla sua potenza sessuale...

sabato 25 febbraio 2012

Neutrini vanitosi.

"Despite the large significance of the measurement reported here and the stability of the
analysis, the potentially great impact of the result motivates the continuation of our studies in
order to investigate possible still unknown systematic effects that could explain the observed
anomaly. We deliberately do not attempt any theoretical or phenomenological interpretation of
the results."


Così termina l'articolo con cui un gruppo di ricerca del CERN ha annunciato un risultato sconvolgente: il neutrino sembrerebbe viaggiare ad una velocità superiore alla velocità della luce. Siccome tutta la fisica relativistica si basa sul postulato che la velocità della luce è un limite invalicabile, e raggiungibile solo da particelle non massive (quindi anche il neutrino ci sta fuori), è chiaro che la conferma di questa scoperta avrebbe conseguenze pesantissime (e anche entusiasmanti, oserei dire) sulla ricerca in fisica particellare.

"unknown systematic effects" Non so cosa intendano gli autori con questa formula, ma credo essa significhi che forse "c'è un errore sistematico da qualche parte, e vorremmo vederci chiaro".

"We deliberately do not attempt any theoretical or phenomenological interpretation of
the results."
invece pare voler significare "ci rendiamo conto dell'enormità della scoperta - se essa fosse confermata - e quindi non azzardiamo nulla". In fondo sono sperimentali, mica teorici :-P .

Non ho visto al conferenza stampa seguita alla pubblicazione del preprint. Ma a quanto mi è stato detto, i ricercatori non hanno nascosto la perplessità sui risultati trovati; i primi risultati sono vecchi di tre anni, ma hanno atteso di fare molte verifiche, perché volevano essere sicuri; non sanno molto cosa dire, e allora pubblicano, anche per avere attenzione.

I giornalisti invece hanno strombazzato la notizia, parlato di superamento di Einstein, sproloquiato come al solito quando bisogna dare opinioni su qualcosa che non si conosce.

In questi giorni Francesco Merlo, per poter parlare di Monti e delle mancate liberalizzazioni facendo un paragone azzardato, parla di "venità degli scienziati", che "non avrebbero resistito al piacere di dire che hanno smentito Einstein". etc..
Forse Merlo non solo non ha letto l'articolo, ma ha anche sentito la necessità di scaricare sugli scienziati quelle dichiarazioni entusiaste e superficiali che invece si leggevano sui vari giornali, incluso, forse, il suo.
Di sicuro doveva piacergli molto il paragone tra neutrini e liberalizzazioni, gli deve essere sembrato un espediente retorico vincente. Si parlava di vanità, mi pare, che spesso porta a fare dichiarazioni senza essere troppo sicuri di quello che si dice.

P.S.: non ho le competenze per giudicare il lavoro dei ricercatori del Cern. Certo che se veramente si tratta di una fibra ottica mal connessa, eh, non è proprio una bella figura...

lunedì 13 febbraio 2012

Veli

Sono tornata da poco da un viaggio di lavoro in Libano.

Ho notato che all'università la maggior parte degli studenti è donna. Ho anche notato che almeno la metà delle ragazze porta il velo, nonostante si trattasse di studentesse, quasi sempre molto curate nell'abbigliamento (genuinamente occidentale o un gradevole adattamento di costumi occidentali a quelli tradizionali) e nell'aspetto fisico: tacchi, trucco, jeans aderenti; e il velo in testa. Certo non sembravano ragazze oppresse dal patriarcato.

Devo ammettere che non ho ancora capito questa storia del velo; perché lo indossano? Posso capire la cultura, la religione, la tradizione, ma - mi chiedo - non le offende un indumento così sessista? O forse per loro non è sessista?

Purtroppo non ho potuto avvicinare nessuna di quelle ragazze, per porre delle domande. Mi sono rivolta allora ad una collega algerina, una donna di mezza età, presente alla conferenza.

La donna mi ha risposto tranquillamente, quasi contenta che glielo avessi chiesto. Premette che anche lei trova strano vedere il velo su ragazze che curano particolarmente l'aspetto e seguono le mode: secondo lei si tratta di un controsenso. Lei ha indossato il velo "perché voglio essere considerata una persona intera, non solo un corpo, un oggetto sessuale"; aggiunge che il Profeta aveva messo in guardia le donne dalla bestialità del maschio, il quale non sa resistere, per sua natura, alla bellezza femminile, pertanto l'unico sistema che le donne hanno per conservare la propria incolumità - ma anche la propria dignità - è quello di nascondere la propria bellezza, proteggerla.
Mi ha anche raccontato un récit (credo si traduca con "parabola") del Profeta che illustra proprio l'incapacità di dominio del maschio.
"L'uomo è perverso - ha concluso - è la sua natura e non ci si può fare niente".

Ha aggiunto, infine, di aver deciso di indossare il velo sette anni fa, dopo aver subito per due volte delle molestie sessuali; ha confidato che le pesa molto mettere il velo d'estate, che si sente soffocare.

"Ma non crede che invece che essere le donne a coprirsi non debbano essere gli uomini ad essere educati? A comprendere che 'no' è 'no'? A rispettare la persona?"
"Certo! Il problema è che da noi manca! Ci vuole un'educazione all'autocensura che da noi non c'è"

Mi ha stupito un po' quella scienziata: da una parte i suoi ideali erano "gli ideali di libertà e democrazia che vengono dalla rivoluzione francese", mi ha raccontato con orgoglio che nel nuovo parlamento tunisino c'è un 25% di deputati donna, e, ad ogni modo, si trattava di una donna in carriera); manteneva però delle idee conservatrici ("adesso che le madri sono fuori casa non ci sono più i valori", e poi aggiungeva "anche io sono fuori casa e in effetti i miei figli....") se non retrive (quelle che ho raccontato sopra):
l'uomo è per natura una bestia; ad una donna non resta che proteggersi.

Ho riletto queste asserzioni nel commentatissimo post di Lorella Zanardo su Il fatto quotidiano: decine di commenti che in riconoscono qualche attenuante agli stupratori perché "l'uomo è cacciatore", "l'uomo è portato naturalmente a spargere il suo seme il più possibile", e altre sentenze di questo tenore.
La signora con cui ho parlato riconosceva almeno una remota possibilità di redenzione all'uomo: una buona educazione, assente nella società tunisina, ma probabilmente - credo immaginasse - praticata nella società occidentale, può dare all'uomo la capacità di rispettare le donne.
Cosa che i paladini della "natura" evidentemente trovano un aberrante controsenso.

Sono amareggiata.

domenica 12 febbraio 2012

Famiglie moderne

Leggo la notizia che in una biblioteca milanese (o più biblioteche? non si conoscono i dettagli) è stato acquisito un libriccino per bambini, che racconta la vita di una "famiglia arcobaleno", cioè di una coppia di due donne che hanno avuto dei figli grazie alla fecondazione assistita.

Ovviamente la Lega ha chiesto il ritiro del libro, tramite un'interrogazione al consiglio comunale, e parte della giunta ha invece risposto invocando la necessità di far conoscere ai bambini le realtà moderne.

Certo si avrebbe gioco facile ribattendo che i bambini di sicuro sono esposti a ben di peggio, se solo accendono la televisione; sarebbe anche più pertinente invece far notare quello che i bambini sono costretti a vedere sui muri di Milano.

Tralascio la polemica. Ritengo giusto insegnare ai bambini quanto il mondo sia complesso, ma mi chiedo quanto questa operazione possa essere efficace.
Si tratta di un'operazione isolata - magari intenzionalmente provocatoria - o si inserisce in un contesto di educazione alla "diversità" del mondo?
Ci sono libretti che raccontano ai bambini le coppie miste, le famiglie allargate, le coppie risposate?

Ma soprattutto: non è che tutti gli altri racconti che i bambini leggeranno parleranno comunque di mamme casalinghe, mamme con il lavoro part-time, mamme cui comunque gravano i lavori domestici e i lavori "di cura"?

lunedì 9 gennaio 2012

Piccolo sfogo sulla "dolce vita".

Piccolo episodio della vita di un'emigrata, anche se per me restare in EU non significa emigrare.

Trovo in autobus un collega, di origine italiana. Dopo qualche scambio di battute, comincia con il solito elogio dell'Italia, della bellezza italiana, della cultura, della cucina, della qualità della vita, del calore della gente, e via di seguito.

Ho provato a replicare. Stanca, esprimendomi in francese, e cercando di fare un discorso che fosse sintetico ed esaustivo, tentando di non accennare al forte maschilismo della società italiana, sono riuscita a parlare dell'immobilità italiana, dell'aria di vecchiume che si respira quando si rientra - a Firenze, a Roma, a Treviso.

"Eh, ma il passato è importante. A volte può essere un peso...". No, avrei voluto rispondergli che non è un peso. Ho fatto l'esempio di Parigi, dove i monumenti storici non impediscono che vengano costruiti edifici moderni (la Grande Arche, il Centre Pompidour, la nuova Bibliothèque Nationale de France), che riescono ad inserirsi ed armonizzare perfettamente con la città.

In Italia il paesaggio è naturalmente stupendo, e ciò, unito ad un passato glorioso, rende l'Italia un posto unico, di grande bellezza e fascino; ma questo non può essere utilizzato come scusante per non fare niente di nuovo.
Venezia è uno scandalo, un orrore fasulllo. I fiorentini descrivono la loro città come "capitale dell'arte": ma gliel'ha spiegato, qualcuno, che Firenze non dice niente di nuovo da 450 anni? Gli italiani lo sanno che i giovani artisti, che lasciata ormai Parigi, si sono diretti tutti a Berlino? Quanti giovani artisti ci sono a Roma?
L'Italia è un museo. Una Disneyland del passato, dell'arte, del gusto, ma dove tutto è ripetersi artificioso.

Ma non l'ho convinto.

Il discorso poi è scivolato su Berlusconi. Il mio collega guarda Rete4 (va be', ma allora se le va a cercare). Per quanto schifato dal TG4, tuttavia afferma di ben comprendere gli show di Mediaset; non lo stupiscono, in fondo "ci è abituato da quando era bambino".
Be', non stupisce neanche me: chiaro che se sei abituato ad uno spettacolo, per quanto possa essere di basso livello, dopo un po' non ti colpisce più.

Però ero contenta, perché il suo riferimento alle televisione italiana mi ha reso più chiaro il concetto che volevo esprimere: insomma, si parlava di Michelangelo, no? della bellezza dell'italia, del gusto sublime e del vivere bene. La risposta italiana a questa bellezza è la televisione italiana. In mezzo a questi tesori, l'italiano medio preferisce il Bagaglino, la comicità scadente e greve di certi spettacoli, i cinepanettoni.
Questo passato, che avrebbe dovuto educare il gusto, invece non ha alcun effetto.

Io detesto quando gli italiani dicono "noi abbiamo fatto, noi abbiamo scritto". Sinceramente, qualcun altro, morto da decenni, secoli, ha scritto, ideato, costruito qualcosa di eterno. Noi non c'entriamo nulla.
Il fatto che l'italiano odierno non abbia NULLA a che fare con il suo antenato, se non il fatto di condividerne accidentalmente il suolo calpestato (quando non cerca di rovinarne il lavoro, guarda lo scempio del paesaggio, per esempio), è dimostrato dalla sua totale impermeabilità all'arte prodotta nel passato.