"Abbiamo paura di perdere consenso. E io dunque propongo: perdiamolo. Cosa ci guadagniamo a mantenerlo? Quanto ci costa in sofferenza e finzione mantenere l'approvazione degli altri? E quanto vale il consenso, se ci obbliga a fingere di essere chi non siamo?" (Lorella Zanardo, "Il corpo delle donne")

mercoledì 4 luglio 2012

Sfilata matematica


In questo momento si stanno intrecciando i capelli a vicenda, creandosi pettinature sofisticate: sdraiate sui divani della hall dell'albergo che ospita il convegno, le ragazze russe chiacchierano e ridono. Devono stare lì, ben visibili, perché sono tra gli organizzatori e ci deve sempre essere qualcuno per accogliere i nuovi iscritti e donare loro la cartellina contenente i documenti utili per il convegno. Fino a ieri erano in fila dietro ad una scrivania, il nuovo arrivato era accolto da queste ragazze bellissime e sorridenti. Oggi non c'è più bisogno, il convegno finisce domani, e allora possono rilassarsi. Non sono delle hostess: sono studentesse di dottorato o ricercatrici in matematica. Credo che i loro colleghi maschi - anch'essi nel comitato organizzatore - stiano seguendo (o facendo) i seminari. Mie care ragazze, questa volta voi avrete ruoli di accoglienza, di assistenza, non scientifici. Alcune si cambiano d'abito anche durante la giornata, altre solo la sera, per cena. Non le ho mai viste due giorni di seguito vestite uguali. Non le ho mai viste vestite sportive, nemmeno: tacchi alti, gonne corte, sempre impeccabili. Forse devono avere anche un ruolo decorativo; sembra il ruolo imprescindibile della donna russa. Anche se è una ricercatrice di successo.

4 commenti:

  1. herato, l'importante è che siano ricercatrici competenti, se poi amano vestire in tacchi alti e gonne corte è un loro diritto (certo mi chiedo perchè non abbiano affidato l'accoglienza ad un servizio di hostess..risparmio?)..mi preme solo ribadire che non credo che gonne corte e tacchi alti (ovviamente indossati fuori dal laboratorio) siano per forza incompatibili con l'essere una scienziata come non lo sono gonne lunghe e tacchi bassi

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  2. Paolo, non fare finta di non capire, il discorso è sempre lo stesso. Hanno certamente tutto il diritto di vestirsi come vogliono. Nel momento in cui tutte, però, dedicano una cura un po' eccessiva (cambiarsi d'abito durante la giornata!) all'apprenza, indossano abiti eccessivamente eleganti (tipo quelli che in Europa si usano per le cerimonie), mentre i loro colleghi maschi sono in braghe corte, ti chiedi se più che scelta consapevole non sia una pressione sociale. Qui non siamo di fronte ad un desiderio isolato, ma ad una consuetudine. Uno dei partecipanti alla conferenza, un giovane russo, l'ha detto: qui in russia è molto forte il patriarcato.

    Perché non rivolgersi alle hostes? perché non servono. Di solito sono sempre gli studenti che fanno questi lavori: c'è uno spazio temporale dedicato alla registrazione, in cui c'è molto lavoro, e poi quelli che arrivano giorni più tardi semplicemente si rivolgono agli organizzatori, senza che ci sia bisogno di un punto d'accoglienza sempre presidiato.

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    1. sul patriarcato in Russia non ho titoli per parlare nè ovviamente negherò le pressioni sociali economiche e di altro tipo (che del resto esistono in ogni epoca e in ogni società eppure mi ostino a credere che non "uccidano" la nostra individualità ma è un discorso complesso) ..ma ho una curiosità: i maschi erano in braghe corte pure durante il convegno?

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  3. Forse non durante il proprio seminario, però per il resto del convegno sì, e non è affatto strano! Era un ambiente molto rilassato e comunque di solito la comunità non è certo formale.

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